A cura di Anna Clocchiatti




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Sana10.04.2017
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IN BICI DA SESTO AL REGHENA A CORDOVADO 






A cura di Anna Clocchiatti

Introduzione

Ripercorreremo l'antica tratta che è servita da collegamento tra i centri di Sesto al Reghena e Cordovado, toccando con mano le numerose testimonianze del passato che si susseguono luongo il percorso, ma non mancherà anche l'occasionse di soffermarsi su aspetti di interesse naturalistico. La breve distanza complessiva (6,7 km) e l'andamento pianeggiante, rendono il tracciato poco impegnativo e adatto anche alle famiglie.

PERCORSO

Avvicinamento: la partenza del percorso si trova nel borgo storico di Sesto al Reghena; la località è facilmente raggiungibile attraverso l'autostrada Portogruaro-Pordenone, uscita "Sesto". Entro i confini del borgo sono disponibili comodi parcheggi a pagamento, mentre nel resto del paese si trovano parcheggi gratuiti, a breve distanza dalla nostra partenza date le ridotte dimensioni dell'abitato.

Partiamo dando le spalle al Torrione del ponte levatoio, che fa da ingresso al complesso abbaziale di Sesto al Reghena [foto], e percorriamo la via che si trova di fronte ( via Roma ) fino a raggiungere il torrione che segna l'uscita dal centro storico. Imbocchiamo subito a sinistra via Zanardini, dove inizia la pista ciclabile in porfido che fiancheggia il fiume Reghena [foto].
Pista (Pistacia), xandon pista - pistadoshlar oilasiga mansub buta yoki daraxtlar turkumi, yongʻoqmevali daraxt. 300 yilgacha yashaydi. 20 dan ortiq turi bor. Janubiy Yevropa, Gʻarbiy, Oʻrta va Sharqiy Osiyoda, Shimoliy, Sharqiy Afrika va Markaziy Amerikada oʻsadi.


Proprio all'inizio della pista ciclabile troviamo un segnale [foto] che indica la possibilità di accedere sulla sinistra al giardino all'italiana di palazzo Burovich. Per raggiungerlo dobbiamo seguire l'indicazione, per poi tenere la destra e dirigerci verso l'ingresso, al di là di un cortile adibito a parcheggio [foto].

Una volta terminata la visita al giardino, proseguiamo lungo la pista ciclabile, oltrepassiamo una rotonda mantenendo la stessa direzione e imbocchiamo via Levada, dove il fondo della pista diventa asfaltato. Dopo 600 metri ha inizio la pista sterrata, che ci accompagnerà per la maggior parte del tragitto. In breve ci lasciamo alle spalle le ultime case del centro abitato, a cui si sostituiscono i primi campi e prati.

Dopo circa altri 700 metri, il percorso abbandona la strada e si addentra nella campagna: da qui in poi lo sterrato sarebbe aperto alla circolazione qualsiasi veicolo, ma al più dovremo fare strada a qualche trattore [foto].

Il lungo tratto è affiancato da colture di mais, soia, sorgo e vite e parzialmente ombreggiato da pioppi, acacie, salici, sambuchi e altri alberi tipici della zona.

Più avanti oltrepassiamo un guado sul rio Versiola, aiutati da un ponticello costruito di recente per il passaggio di bici e pedoni [foto]. Subito dopo il guado il sentiero si fa più ombreggiato e dopo 250 metri, sulla sinistra intravediamo tra la vegetazione la chiesetta campestre di San Pietroche possiamo visitare facendo una brevissima deviazione.

Proseguiamo l'itinerario e, dopo poche pedalate, attraversiamo con attenzione l'incrocio con la strada che collega Bagnarola e Baganara [foto]. Al di la dell'incrocio percorriamo via Stalis, una strada asfaltata che transita per l'omonimo borgo. Giunti in fondo alla via oltrepassiamo il ponte sul fiume Lemene e svoltiamo a destra, dove ritoviamo il fondo sterrato [foto].

150 metri più avanti troviamo i Molini di Stalis dove possiamo posteggiare la bici, goderci il fresco e ammirare le ruote ancora in movimento dell'antico mulino; la domenica pomeriggio, inoltre, c'è la possibilità di visitare il museo e accedere all'interno dei mulini.

La pista ciclabile prosegue costeggiando degli splendidi prati stabili in cui possiamo osservare la flora spontanea e, con un po' di fortuna, qualche fagiano. Qui è anche possibile soffermarsi per un pic-nic.

Successivamente i prati fanno nuovamente posto ai campi coltivati e dopo aver percorso un chilometro dai mulini, si incontra un bivio [foto]: sulla destra, tra la vegetazione, si trova l'entrata al parco letterario "Ippolito Nievo", il seguito del nostro itinerario, sulla sinistra c'è la possibilità di fare una deviazione al lago Paker. Percorriamo in quest'ultima direzione 350 metri di strada asfaltata, superiamo un incrocio andando dritti [foto] e arriviamo, così, al lago artificiale Paker.

Torniamo sui nostri passi e ci addentriamo nel Parco letterario fittamente alberato, dove ammiriamo la fontana di Venchiaredo che affascinò il Nievo e Pasolini.

Una volta soddisfatti della visita, lasciamo il parco dall'altro varco di accesso che si trova nella direzione opposta rispetto a quello da cui siamo entrati e ci dirigiamo verso Cordovado. Pedaliamo lungo la strada asfaltata che corre tra le prime case del centro abitato, fino ad arrivare all'attraversamento ferroviario, dopo il quale svoltiamo a sinistra e, giunti di fronte alla stazione ferroviaria, svoltiamo a destra imboccando il Viale della Stazione costeggiato da alberi. In fondo al viale attraversiamo con cautela la strada trafficata e ci troviamo davanti al santuario di S. Maria delle Grazie di epoca secentesca, a cui è possibile fare visita.

Una sosta particolarmente apprezzata dai più piccoli sarà quella al civico 29 del palazzo Cecchini-Mainardi, situato a destra del santuario: in un cortile interno dell'edificio, al di là di un cancello in ferro battuto, è stato allestito un parco giochi notevolmente attrezzato [foto]. Troviamo, inoltre, una fontana di acqua potabile e un bar.

Il percorso prosegue verso destra rispetto al santuario, per la trafficata via Battaglion Gemona e, dopo 450 metri arriviamo al termine, raggiungendo il fortilizio medievale che da accesso al borgo storico di Cordovado [foto].

CONSIGLI E CONTATTI

Le uniche fontane con acqua potabile si trovano all'inizio del percorso ( inizio di via Zanardini ) e alla fine ( al parco giochi di Cordovado ), quindi è consigliato di munirsi di bottigliette di acqua. Anche per eventuali spiuntini è necessario portare qualcosa con se o fornirsi alla partenza.

Periodo consigliato: primavera e autunno, d'estate è meglio fare attenzione alle giornate di afa, dato che in zona può essere piuttosto umida.

Tipo di percorso: pianeggiante, lungo circa 7 km, adatto a tutti.

Questo itinerario può essere naturalmente associato alla visita dei borghi di Sesto al Reghena e di Cordovado. Sul nostro sito si consiglia di vedere anche:

links ai Percorsi Didattici:

  • "ABBAZIA DI SESTO AL REGHENA"

  • "IL BORGO DI CORDOVADO"

Un itinerario interessante nei dintorni è quello attraverso i luoghi narrati da Ippolito Nievo nella sua opera: tocca i molini di Stalis, la fontana di Venchiaredo, Cordovado (i prati della Madonna, il castello, il Duomo Vecchio, i paesaggi del rio Venchiaredo), Teglio Veneto (il centro storico e i Pars), Fossalta di Portogruaro ( il castello di Fratta ), il centro storico di Portogruaro.

Per maggiori informazioni:

Biblioteca di Fossalta di Portogruaro, tel. 0421 789513

Bliblioteca di Cordovado, tel. 0434 690265

Per informazioni e visite guidate ai Molini di Stalis: Comune di Gruaro, Ufficio Cultura, tel. 0421 206371

Associazione Pro Sesto (anche per informazioni rigurado il giardino all'italiana):

tel/fax: 0434 699134 - mail: info@prosesto.org - pro.sestoalreghena@libero.it

sito - www.prosesto.org

Ufficio Accoglienza Turistica di Sesto al Reghena:

tel/fax - 0434 699701 mail: infopoint.sesto@tin.it

Associazione Pro Cordovado:

tel/fax - 0434 691245 mail: procordovado@libero.it


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