Palazzo Besta di Teglio




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Palazzo Besta di Teglio
E' una bella dimora nobiliare valtellinese del Cinquecento, testimonianza di un'epoca protesa alla ricerca del bello e all'amore per la vita . Cuore del Palazzo è il magnifico cortile interno incorniciato da un loggiato con agili colonne a volte leggere cui fanno contrasto le pareti affrescate raffiguranti scene dell’Eneide ed i medaglioni policromi dei padroni di casa. Al piano nobile sono visitabili: il salone d’onore decorato con scene dell’Orlando Furioso, la sala da pranzo con lo splendido soffitto a ombrello e la saletta della creazione. Nelle sale al piano terra l’Antiquarium Tellinum raccoglie remote testimonianze della civiltà e dell’arte valtellinese; fra queste si impongono le tre pietre “di Caven”, tra cui la Dea Madre o della Fecondità.
STORIA DEL PALAZZO     Il palazzo Besta sorge in un pianoro alle porte di Teglio, e si affaccia sulla valle e sulle Alpi Orobie. È sorto inglobando edifici già esistenti. La data 1539 incisa sulla vera del pozzo del cortile potrebbe essere riferita al compimento dei lavori di costruzione. Azzo I Besta iniziò l'opera conclusa dal figlio Azzo II. Alla sua ideazione e al completamento dell'apparato decorativo, pare, partecipasse anche Andrea Guicciardi, patrigno di Azzo II, uomo di cultura e rettore dell'Università di Pavia nel 1498.
Azo II vi tenne una piccola corte con la moglie Agnese Quadrio dove convenivano artisti, letterati e filosofi.
Artist (frans. artiste - bilimdon; lot. ars, artis - kasb, hunar, sanʼat) - dramatik spektakl, kinoda rollar, ope-ra va balet partiyalari, estrada konserti va sirk nomerlari ijrochisi. Teatr va kinoda aktyor, aktrisa deb ham yuriti-ladi.
Il Palazzo rimase dei Besta e dei loro eredi fino al 1726 quando divenne proprietà del console di giustizia Pietro Morelli che apportò alcune modifiche interne come la costruzione delle due stue verso la valle. La proprietà fu in seguito smembrata tra diverse famiglie di contadini che si installarono nell'edificio e lo adattarono ad abitazione, stalla e fienile. Da incuria e abbandono fu salvato nel 1911 da Luigi Perrone e Luca Feltrami che lo fecero acquistare dallo Stato Italiano finanziò gli interventi di restauro iniziati nel 1912 e terminati nel 1927.
 

IL PALAZZO    L'edificio ha tre piani fuori terra che si articolano intorno ad un cortile quadrato con due ordini di logge. La facciata principale fiancheggia la strada di accesso al paese. È divisa in due piani da un'alta fascia decorata a rombi. Le finestre di dimensioni variabili, sono sormontate da timpani triangolari, al centro dei quali sono dipinti tondi con profili di uomini illustri. Nelle lunette del sottogronda sono affrescati gli stemmi di alcune importanti famiglie telline.


Si accede all'androne voltato da un ampio portale cinquecentesco in marmo bianco, non centrato, ma posto in prossimità dello spigolo meridionale. Il cortile quadrato è il vero cuore della casa.

Una fascia decorata a grottesche e medaglioni che racchiudono i ritratti di personaggi abbigliati all'antica, in cui molti vogliono riconoscere i ritratti dei Besta, separa i primi due piani.


Sul muro del secondo piano sono affrescate a monocromo storie dall'Eneide. Il racconto inizia sul lato orientale: Enea fugge da Troia, con il padre Anchise e il figlioletto Ascanio. Continuando verso destra la storia ci conduce fino ai lidi laziali . Ambientazioni naturalistiche e architettoniche si alternano in un racconto ricco di scene e personaggi mirabilmente descritti.

PIANO TERRA     Il piano terreno era, in origine, destinato a locali di servizio. Nelle cantine con ampie volte a botte in pietra erano collocati un tempo i torchi e i tini. Motti latini inneggiano alla gioia del bere con moderazione. Oggi viene utilizzato per gli spazi di accoglienza del museo e vi è collocata la collezione archeologica di stele preistoriche rinvenute nelle vicinanze di Teglio.


PIANO PRIMO     È il piano in cui si svolge la vita ufficiale della famiglia, con sale di rappresentanza, di ampie proporzioni e ricche di decorazioni cui si accede dall'ampio loggiato. Il salone d'onore, affrescato con storie tratte dall'Orlando furioso, lo studio del padrone di casa, la sala della creazione affrescata con storie della Bibbia, mappe astrologiche e un mappamondo cinquecentesco, la sala da pranzo, la sala con affreschi tratti dalla storia di Roma e due stue settecentesche, sono alcune delle stanze visitabili in questo piano.
PIANO SECONDO     Percorrendo lo scalone, illuminato da una grande bifora, si raggiungono i locali del secondo piano. La stanza denominata delle Metamorfosi, dal poema di Ovidio sono tratti i soggetti degli affreschi eseguiti nel 1580 da Aragonus Aragonius da Brescia, è l'unica decorata in questo piano. Di notevole interesse anche il salone voltato dell'antica torre. In altre stanze sono stati ricollocati affreschi strappati da altri palazzi valtellinesi: la camera picta, datata 1534, proveniente dalla Casa Dell'Oro, già Vertemate, di Traona, la "stanza del falcone" proveniente dal vicino palazzo di Bellamira in cui si possono ancora leggere scene di vita cortese con raffigurate delicate fanciulle con accanto dei falconi e l'adiacente stua del XV secolo, proveniente da una casa della famiglia Quadrio di Ponte in Valtellina e qui ricomposta nel 1921/27 durante i restauri del Palazzo.
IL GIARDINO     Un ampio giardino chiuso da un muro circonda il palazzo su tre lati.
Oggi è un ampio prato, né si hanno documenti precisi sulla sua destinazione. È lecito immaginare che in origine fosse suddiviso in parti destinate ad usi diversi, come è possibile vedere ancora nelle villa Vertemate Franchi di Piuro. Il progetto predisposto con la consulenza dell'arch. Giorgio Galletti prevede un piccolo bosco di castagni a Nord, colture di alberi da frutto, oggi molto diffuse in valle, un piccolo giardino formale verso valle, una pergola fiorita, la vigna e l'immancabile orto.


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